Come si fa a desiderare
un uomo sottile,
da tener in tasca
- ma con la testa fuori -
per usarlo un giorno
all’occorrenza,
scioglierlo in acqua come un’aspirina,
e sciolto berlo
e digerirlo
e poi pisciarlo via
in un qualche cesso di periferia.
Un uomo così
che lo incontri per strada
e non sai nemmeno
che nome può avere.
E tu,
non sei un uomo sottile
sei un uomo
consistente,
esistente
con mente,
corpo,
sesso
e sangue
da non diluire.
Non entri in una tasca
fai spazio in borsa
- la mia borsa -
e ti nascondi per vedermi;
ed io divento piccola
e tu un uomo grande
che quelli sottili
- pisciati qua e là -
si girano dall’altra parte.
L’uomo sottile, da Pelle Sporca, di Manila Benedetto (Einaudi 2004) (via lyzaazyl)
Proserpina! La mia Leonessa :-*
(via placidiappunti)